Pensa, ti ho dato ragione con quarantatré anni di anticipo

Forse il non aver creduto fideisticamente in una ideologia, cosa comune a moltissimi negli anni 60-70, mi ha poi aiutato a preservare la convinzione della validità di certi valori e, se vogliamo, di una utopia. Senza sbandamenti, giravolte, abbandoni, delusioni, e via dicendo.
Non è difficile. Basta "non credere" ma maturare convinzioni, che possono anche modificarsi nel tempo, con spirito critico e una buona dose di scetticismo, sempre.
Dicevo sopra, fideisticamente ma è bene aggiungere anche un "semplicisticamente". L'ho già accennato in altre discussioni, per molti era solo un atteggiamento, la moda del momento. Tutti duri e puri a gridare slogan puri e duri.
Io non l'ho mai fatto, forse per carattere, forse per destino, sono sempre stato un eretico (anche nella russofilia

E' un battuta , ma mica tanto se pensi all'approccio che ho sempre avuto sull'orologeria sovietica che per me è stata tra l'altro l'occasione, ormai più che decennale, per riprendere gli studi e gli interessi di una volta.
Prima di andare avanti, vorrei però che spiegassi da dove ti viene la convinzione che il comunismo è "tutto statale, demagogia in abbondanza, siamo tutti uguali," ecc.
Questa è una, scusami il termine che non vuole essere minimamente offensivo, una delle "baggianate politiche" e mediatiche di comodo pari, per fare un esempio, alla definizione degli anni '70 come "anni di piombo".