C'è da dire che una volta era relativamente semplice avviare un laboratorio. Si partiva con le revisioni e le riparazioni, poi spesso si estendeva l'attività all'assemblaggio di orologi finiti su commissione. Se le cose andavano bene, si riusciva anche ad avviare una produzione di orologi in proprio, magari da vendere nel circuito dei fornituristi e dei negozi di orologeria. Si acquistavano movimenti, casse e quadranti su piazza, generalmente di provenienza elvetica, che il laboratorio provvedeva a montare e a personalizzare con il proprio marchio secondo le esigenze. Una volta si poteva fare, ma ormai sono decenni che queste realtà sono state spazzate via dalla profonda riorganizzazione del mercato orologiero innescata dalla crisi del quarzo negli anni '80.
Comunque, quale che sia la loro genesi, ogni tanto i Socar fanno capolino sulla baia o sui banchetti dei mercatini, proposti a cifre in genere contenute come i nostri russi. Ne presento qui una breve panoramica, dedicata all'amico burja.
Cominciamo da questo modello, dotato una certa eleganza nonostante l'aspetto militaresco. Da notare che almeno una delle tre città indicate sul quadrante è pretesto sufficiente per proporlo qui

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Il quadrante è stampato ma di buona fattura, così come sfere e indici luminescenti. I fusi orari di New York, Mosca e Tokio (chissà a cosa si deve questa scelta) sono indicati in modo molto razionale e armonico con le altre indicazioni. Purtroppo i fusi sono fissi, con tutte le limitazioni del caso, ma danno un tocco piacevole senza ridurre l'eccellente leggibilità. Da notare l'illusoria scritta Swiss Model, che uno sguardo frettoloso può facilmente confondere con Swiss Made. A far bella mostra di sé anche una scritta impegnativa, Antimagnétique. Ma sarà vero?
Come nota a margine, il materiale luminescente è molto probabilmente trizio, dato il periodo, ed è applicato verosimilmente a mano sugli indici. Il trizio è debolmente radioattivo (radiazioni beta, incapaci di penetrare la pelle) e tende a perdere negli anni la sua capacità di provocare luminescenza. .
La cassa ha un diametro generoso per l'epoca, direi intorno ai 38mm, è in metallo base dorato e sembra piuttosto resistente all'usura del tempo. Lo stesso non si può dire del fondello, apparentemente non in acciaio, che mostra evidenti segni di corrosione oltre al numero 18750 e alla stessa indicazione Swiss Model già vista sul quadrante. .
Il movimento con scappamento a caviglie, senza rubini, mostra un treno del tempo a minuti non centrali (indiretti) e privo della ruota secondi, spiegando l'assenza della relativa lancetta sul quadrante (è comunque possibile aggiungere una sfera a secondi indiretti con opportuni ruotismi di minuteria lato quadrante). Il movimento è senza dubbio molto ben conservato, anche se le ottime condizioni dell'albero di carica fanno intuire un intervento di pulizia recente. .
Altro particolare interessante è che il movimento è racchiuso in uno schermo metallico, presumibilmente ferro dolce. Dunque si direbbe un vero antimagnetico. Hai capito il Socar!