DaniLao ha scritto:
Gli aziendali più "buffi" tipo Gillette, Coca Cola o DHL testimoniano due cose, ovvero la penetrazione e la forza dell'orologeria ex sovietica e l'ultimo suo tentativo (rantolo?) di vendersi al mercato estero.
A volte la penetrazione implica il calarsi le braghe e questo è quello che è successo in quegli anni nell'orologeria sovietica e non solo.
Per usare un espressione meno triviale io parlo di "boccata di ossigeno".
Più che la forza e la penetrazione dell'orologeria ex-sovietica io ci vedo la sua crisi e debolezza oltre, ma è questo è ovvio, il rapido adattamento ai nuovi scenari tipo "il mercato".
Per il resto la penso come ha sopra detto Michele, paro paro.
Aggiungo solo un ulteriore osservazione il cui spunto mi viene dal Raketa presentato da Zvezda.
In Unione Sovietica è sempre esistita l'iconografia di regime tesa a celebrare, commemorare, pubblicizzare, inorgoglire,ecc. Gagliardetti, spille, manifesti, statue, monumenti e anche negli orologi.
Ecco, Il Raketa in questione sembra appartenere più a questa tradizione che al "nuovo che avanza", mentre altri come il Gilette, DHL, Coca-Cola ma anche quelli più tipicamente russi come tema sono più propriamente espressione della nuova situazione. E spesso quest'ultimi sono i più belli.
Si potrebbe definire anche un ulteriore differenziazione, sottile sottile ma importante.
In epoca sovietica gli "aziendali", pochi e graficamente poco appariscenti, non erano propriamente dei "gadget" nel significato nostrano, erano orgoglio aziendale, retorica, dovere, presenza.
Mentre la grande quantità dei post-1991 potrebbe rientrare nella categoria dei gadget veri e propri. Da un parte acquisizione dello stile e delle pratiche di mercato occidentale e dall'altra un intensa attività promozionale della Wostok, i cui promozionali non a caso sono quelli più numerosi.
Sono questioni che divengono estremamente chiare se si guarda all'insieme dei vorticosi cambiamenti allora in corso. Basta pensare al rapidissimo affermarsi della pubblicità in senso "capitalistico"-
( a proposito, lo sapete che qui ciccia fuori il Berlusca?)
Quindi dovendo proprio scegliere, non solo in base al "mi piace", è evidente dove vanno le mie preferenze ( anche se, e mi contraddico, di fatto li scelgo quasi sempre soprattutto in base al "mi piace" e al prezzo... bastardissimoooooo

).
Nel loro insieme, ordunque

, gli aziendali a ridosso del 1991 sono una tipica manifestazione del periodo di transizione nel quale, per definizione, convivono il prima, i dopo, il passato, il futuro. Un periodo dove molto è rimasto al palo e solo qualcosa già rispondeva ai cambiamenti corso.
Il risultato è proprio un insieme di bello e di brutto, di già visto e di impre-visto, di riuscito e di di "fettoloso".
Ce n'è per tutti

Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme.
(Charles Bukowski)